O BRASIL POR DENTRO

 rid50 O brasil por dentro

La matita. La religione e i suoi santi. Il Brasile. Valeria Paniccia, che possiede l’arte e la fantasia dei giocolieri del futbol da me amati e raccontati, mi ha riportato indietro nel tempo e nella nostalgia. Dentro quel sentimento profondo, struggente e intraducibile che si chiama: saudade.
Ricordo la mia infanzia a San Paolo, figlio nipote e pronipote di migranti veneti. Le matite di mio padre pittore, la cura che aveva nel tenerle temperate, in ordine, i suoi disegni. I giorni trascorsi a Cambuci: con i miei amici mulatti, musulmani, ebrei, polacchi, giapponesi. Non importava il colore della nostra pelle, la religione dei nostri genitori: contava il nostro stare insieme, giocare a calcio e inseguire l’aquilone. Paniccia ha racchiuso nella sua opera la bellezza universale del Brasile: le religioni, i popoli e i colori che si incontrano, si abbracciano e si comprendono. E ha spalancato le finestre della mia anima. Del bambino che ero, e che non ho mai smarrito. DARWIN PASTORIN
Quando una matita si spezza non si può più scrivere. Quando non si ha più fede non si può più vivere. Si sperimenta il vuoto interiore, si smarrisce il significato. Valeria Paniccia sceglie un umile strumento, la matita, e la rende sacra. Viaggia in Brasile dove il lavoro del falegname è arte. Sceglie la miniatura e, dorflesianamente, quel feticcio quotidiano, lo eleva a simbolo. Stavolta però non degradato. Inscatolandolo lo si vede ma non lo si può toccare. Osservarlo attraverso il plexiglass è un atto di contemplazione. Ma quella finestra si può aprire. E’ il gesto da parte di chi contempla. E i multipli della Paniccia, altarini votivi contemporanei dove si possono scegliere anche i santi a cui si è devoti (da Santa Luzia a Santo Expedito, da Nossa Senhora das Graças a Santo Antônio, da Santa Barbara a Sāo Judas, da Nossa Senhora Aparecida a Sāo José), si gustano per i colori: rosso carminio, verde foresta e smeraldo, giallo oro, rigorosamente in vernice industriale bio, realizzata con sostanze vegetali di scarto, un’ assoluta novità quella della bio-innovazione nelle vernici. E nella sua Farbenlhere il richiamo è alla sensazione profonda del colore da parte di tutto l’organismo, non solo degli occhi. STEFANIA CESARI
Il legno diventa la pagina bianca su cui scrivere. Le matite con scolpito il volto e dipinto il corpo dei santi diventano lo strumento per accedere alla parola sacra. Quando nel marzo 2015 visitai tre Stati del Brasile, Minas Gerais, San Paolo e Santa Catarina, mi accorsi che sia nelle favelas che negli angoli delle case borghesi c'era un altarino votivo. La religione non ha classe sociale. In Italia le “madonnelle" o “santelle", piccoli templi, sono rimasti solo lungo le strade, ad eccezione di alcune città, come per esempio Bari, dove si contano ancora 240 edicole votive di cui alcune risalenti al XVI secolo.
O Brasil por dentro è il mio altarino, la chiave per accedere al rito quotidiano. Memore di ciò che un giorno disse Madre Teresa di Calcutta:"Io non sono che una piccola matita nelle mani di Dio”. Occorre credere in Dio per rispettare la religione degli altri? I santi del Brasile non sono figurine esangui. Loro malgrado hanno un’aura pop e sono simboli di fratellanza, prescindendo dalla religione di cui sono testimoni. Avventurieri che lasciano certezze alle spalle, per esplorare vie nuove e aprirsi all’incontro con l’altro. VALERIA PANICCIA

INSIDE_BRAZIL_CARD retroNoFlag copia


Recintos e Labirintos Lda Rua Patrocínio 63 4 D, Lisboa, Portugal
insidebrazilart@gmail.com www.valeriapaniccia.com
logo inside brazil