Memorial Arnaldo Bagnasco, domenica 9 febbraio 2014

ARNALDO BAGNASCO E VALERIA PANICCIA SULLA TERRAZZA DI GENOVA R40
Terrazza genovese, Arnaldo Bagnasco e Valeria Paniccia

Che cosa lascia un venerabile Maestro? Ecco almeno dieci cose che mi ha insegnato Arnaldo Bagnasco (1936-2012) con cui ho condiviso lavoro e amicizia:

1) andare controcorrente 2) ascoltare tutti 3) essere curiosi di tutto 4) tentare vie inesplorate 5) non essere frenetici e approfondire un argomento qualche volta anche a scapito del ritmo (questo lui lo chiamava indugio) 6) incontrare e accogliere anche persone molto diverse da noi (e persino qualche raccomandato) cercando di tirar fuori il meglio da loro 7) incoraggiare, valorizzare i collaboratori sempre, ma anche criticarli inesorabilmente 8) cercare di trasformare qualsiasi storia vera, anche la più piccola, in un racconto avvincente
9) non fare distinzione tra teatro, cinema, fiction, documentari, talk, perché tutto è racconto
10) non è vero che se si condivide il lavoro non si possa essere amici.
Domenica 9 febbraio 2014 finalmente a Genova il Memorial Arnaldo Bagnasco, alle ore 20,30, al TEATRO POLITEAMA GENOVESE. Partecipano: Gino Paoli, Beppe Grillo, Giorgio Albertazzi, Elisabetta Pozzi, Paola Quattrini, Mariangela D’Abbraccio, Giancarlo Dettori, Massimo Mesciulam, Martina Carpi, Ugo Maria Morosi e molti altri, compreso Giovanni Minoli (in video). E' in Rai, ai tempi in cui Minoli dirigeva RaiDue, che ho incontrato Bagnasco, all'epoca capostruttura. Con lui ho firmato per due stagioni consecutive il talk culturale che si registrava negli Studi Rai di Napoli, dal titolo
Tenera è la notte.
La serata memorial ad Arnaldo Bagnasco è a cura di Flavio Gaggero e i biglietti, a dieci e quindici euro, andranno in beneficenza. Gli incassi serviranno per l'acquisto di defibrillatori.

Mi fa piacere rievocare un episodio fondamentale della sua vita, quando, ai tempi in cui era in compagnia con Tino Buazzelli (dal 1966 al 1968), poiché non avevano una sede, anziché rivolgersi ai politici e ai burocrati del teatro, ebbe la folgorante idea di scrivere all'Osservatore Romano. Ebbene la lettera venne pubblicata l'8 febbraio 1966 a pagina 3. Si intitolava "Teatro e libertà" ed era un attacco a tutto il sistema degli Stabili. Era firmata da Tino Buazzelli (che aveva litigato con il Piccolo Teatro di Giorgio Strehler e anche con lo Stabile di Genova c'erano stati dei dissapori) ma era idea ed opera di Arnaldo che con quel gesto, riuscì a scatenare un putiferio nel
milieu dei teatranti con tanto di dibattiti a seguire sui giornali. In un ricordo sul Secolo XIX, a vent'anni dalla scomparsa di Buazzelli, Arnaldo Bagnasco il 18 ottobre del 2000 parla di "alleanza per combattere la causa della libertà dell'artista" nei confronti del Teatro Pubblico. Mai confessò pubblicamente di averla scritta lui.
Alla fine Buazzelli riuscì ad ottenere dalla Chiesa (e non dalla politica) l'agognata casa: il teatro San Babila a Milano. Quella lettera/documento non venne pubblicata subito dal giornale della Città del Vaticano. Passarono alcuni mesi. Ma subito dopo la pubblicazione Buazzelli venne chiamato da Monsignor Ceriani che gli consegnò le chiavi del teatro appena pittato e nuovo di zecca. Arnaldo in quel momento era con lui. I due erano a Milano, in tournée.
Ecco un esempio di strategia mediatica e diplomatica molto raffinata. Uno dei tanti talenti di Arnaldo Bagnasco.
Mi piace immaginare l'Orson Welles italico con il suo pacco di farinata in mano, a bordo della vecchia cinquecento guidata da Gnappetta, così Buazzelli chiamava Arnaldo.
Inutile dire che la poltrona del passeggero era totalmente sfondata.
Che darei per ascoltare i dialoghi tra l'appena trentenne genovese Arnaldo, attore/segretario/regista/scrivente e il quarantaquattrenne Tino Buazzelli, già strepitoso Galileo.
I due a Genova erano sempre insieme a scrivere, parlare, mangiare, giocare a biliardo (e la sera a recitare a teatro,
L'uomo del ghiaccio di O'Neill e Avanzi di Adamov).

 https://www.facebook.com/photo.php?v=4298221930859&l=8125873044025837167


Mi piace infine postare qui i TRALLALERO. Nel video sopra intonano "La partenza" ad Arnaldo Bagnasco. Un finale, sul sagrato della chiesa di San Donato nel giorno del funerale a Genova, sublime, degno di Arnaldo. Il quale, circa trent'anni fa, alla nascita di Raitre Liguria aveva prodotto un documentario su questo gruppo di vocalist, documentario che vinse il primo premio al festival internazionale del film etnografico di Mosca, dove erano in concorso produzioni, ben più costose, provenienti da tutto il mondo.

Arnaldo Bagnasco e Valeria Paniccia R40
STUDI RAI DI NAPOLI, Arnaldo Bagnasco e Valeria Paniccia durante la registrazione del talk culturale di RaiDue "Tenera è la notte".
Bagnasco ha svolto un’attività trentennale contribuendo a trasformare la televisione italiana. In veste di attore, sceneggiatore, produttore, regista, documentarista, autore, capostruttura e vicedirettore, ha lavorato per tutte e tre le reti della Rai.
il cappello appartenuto ad Alain Delon R40
il cappello di Arnaldo Bagnasco sulla sua poltrona preferita. Apparteneva ad Alain Delon, forse anche per questo,
Arnaldo lo ha voluto indossare fino all'ultimo dei suoi giorni.