incontro alla galleria Per mari e monti


Essendo io una cattiva cristiana, cioè una che non riflette abbastanza sui misteri della fede, ho pensato bene di invitare Don Paolo Bascioni, presso la galleria di Civitanova Marche, Per mari e monti, a conversare sul precetto che la religione cattolica ha completamente disatteso: “Non ti farai immagine alcuna”. Dio è rappresentato eccome e la collettiva di 19 artisti alla quale sono stata chiamata a partecipare da Gino Monti (con una nuova istallazione dal titolo DIO C’E’ a cui ho affiancato GOD IS) vuol essere la risposta a questa sfida iconica potente e paradossale che apre il Decalogo dettato a Mosé sulle vette del monte Sinai.

Don Paolo Bascioni e Valeria Paniccia



Un pomeriggio affollatissimo di curiosi e silenziosi visitatori, accorsi tramite un post su facebook, che hanno ascoltato le parole di Don Paolo oltre che visto o rivisto le opere di Manzù, Kostabi, Chia, Giacomelli, Ivanchic, Nitsch, De Molfetta, Consorti, Taioli, Pisani ed altri.
Si è discusso di teologia, filosofia, arte e temi sociali. Ho pungolato Don Paolo con una domanda impegnativa: il libero arbitrio, stimolata da un pensiero del Premio Nobel, scomparsa pochi giorni fa, Rita Levi Montalcini la quale si espresse così circa la fede: “Invidio chi ce l’ha ma non credo in un Dio che decide il nostro libero arbitrio” .

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Ho inoltre chiesto a Don Paolo un viatico per il 2013. La risposta è stata soddisfacente: “Apertura e disponibilità”.

Ad un certo punto Don Paolo ha stimolato la mia curiosità di visitatrice di cimiteri, raccontando di una scrittura ultima che lo aveva colpito al cimitero di Civitanova, nel quartiere di San Marone. Si trattava di un’epigrafe assai laica: “visse e morì nella fede di Mazzini”. Don Paolo, autore di oltre quaranta pubblicazioni, sosteneva che quell’epigrafe appartenesse ad Antonio Butteri, commerciante vissuto alla fine dell’ Ottocento.
Ma in galleria, l’altro pomeriggio c’era il professor Pier Luigi Cavalieri (attento studioso di fatti storici
della mia città e autore di un bellissimo libro su Sibilla Aleramo) che subito ha ripreso e corretto Don Paolo. L’epigrafe appartiene nientedimeno che ad Adriano Cecchetti (1872-1947), fondatore della prima grande industria meccanica della nostra città. Ogni civitanovese, compresa la sottoscritta, ha un parente che vi ha lavorato. E la sirena di quella fabbrica storica, un suono che invade la città, appartiene anche alla mia memoria visto che ha suonato fino a quando ero ragazza. Quel segnale sonoro di mezzogiorno che indicava la fine della prima parte del lavoro per un’intera collettività non sarebbe potuta appartenere a chi è nato e cresciuto in città.

L’indomani mattina ne ho approfittato e mi sono recata, in compagnia del prof. Cavalieri che si è offerto come guida, a visitare le tombe del cimitero di Civitanova Marche e ho scoperto, oltre a una bellissima cappella liberty, sopravvissuta ai bombardamenti del ‘44, la storia di molti personaggi della mia città che non conoscevo. Sulla tomba del Butteri ho trovato scritto: “Devoto in vita e in morte al libero pensiero”. Che la mia città fosse un faro del libero pensiero non lo sapevo ma non può che farci onore. La mostra “Non ti farai immagine alcuna è aperta tutti i pomeriggi” resterà aperta fino a metà gennaio. Da sabato 19 gennaio 2013 la galleria Per mari e monti ospiterà un solo show dell’artista francese Julien Bacelon. dio c'è con prete


DIO C’E’, Valeria Paniccia, legno, ferro e vernice industriale