ON THE ROAD, dal 15 giugno al 15 luglio 2017

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 On the road copia
SCARPA CINESE A VENEZIA
Valeria Paniccia

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stampa fine art tra plexiglass e alluminio


Il piede è il nostro punto di sostegno e di contatto con la terra. Dal piede ha origine il nostro movimento sulla strada. Quando il primo maggio ho reso visita alla tomba del Borromini che scelse di essere seppellito accanto al suo Maestro, il Maderno, ho ammirato, lì a pochi metri dallo scalpellino che si fece geniale architetto, il calco del piede di Maria Maddalena, la prima ad entrare nel sepolcro vuoto di Cristo. Una settimana dopo, a Venezia, alle Gallerie dell'Accademia, visitando la mostra di Philip Guston, scopro che l'artista canadese quando soggiornò a Roma, era rapito da quel piede della Maddalena e da altri piedi delle rovine romane, al punto da far divenire il piede un'icona importante e ripetuta nei suoi dipinti.
Per la mostra ON THE ROAD nella galleria di Pio Monti ho realizzato in quelle 24 ore veneziane di lunedì 8 maggio, uno scatto dove un piede infilato in una scarpa cinese diventa protagonista.
Quel giorno a Venezia stavo calpestando i morti, nel chiostro di San Francesco della Vigna; tombe bellissime di dogi, patriarchi, cardinali, nobili veneziani, situate sul pavimento. Ad un certo punto mi domandavo se i vivi hanno il diritto di camminare sopra i morti. Mentre facevo questa considerazione e mi accingevo a oltrepassere il chiostro e le sue logge, per raggingere il roseto al centro del chiostro/cimitero, ho sentito l'impulso di liberarmi dalle immagini tombali e ho scattato la foto del mio piede, con una scarpe made in China, sulla ghiaia fine.
Marco polo nato a Venezia e ivi sepolto, giunse per primo in Cina nel 1271.
Di sicuro quel "dobbiamo andare e non fermarci finché non siamo arrivati", "Dove andiamo?, "No lo so, ma dobbiamo andare", scritto da Jack Kerouac nel suo romanzo ON THE ROAD (1954), lo avrà pensato anche Marco Polo seicentoottantatré anni prima.
Mi piace ceredere che niente è per caso, sulle strade dell'arte e della vita.
Valeria Paniccia