Passeggiate ed Extraterreni a Trieste

omaggio a Margherita Hack
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Presentazione Passeggiate nei prati dell eternità€ Trieste


La città di Trieste rende omaggio a Margherita Hack durante la seconda edizione di Next, il salone europeo della ricerca scientifica. Giovedì 26 settembre al teatro Verdi durante il tributo al’astrofisica che ha diretto l’Osservatorio Astronomico dal 1964 al 1987 verrà proiettato un frammento della puntata di Extraterreni che vide protagonista la scienziata al cimitero acattolico di Roma. Era una nuvolosa e appena ventosa domenica di fine settembre ma il suo entusiasmo fu contagioso. Avevo contattato la Hack qualche giorno prima al teatro Eliseo dove lei era in scena in veste di attrice-conferenziera. Ci demmo appuntamento alle nove di mattina in un piccolo albergo dove alloggiava insieme al marito Aldo De Rosa. Ma a quell’ora lei non era in camera. “E’ uscita - mi dissero - forse per comprare i giornali!. Non avevo il suo cellulare, forse nel 2004 la scienziata non ce l’aveva neppure un telefono mobile. Aspettai seduta nella hall fino alle dieci, quando mi chiamarono dalla troupe Rai. La signora Hack, suo marito erano già lì da un pezzo e lei svolazzava tra le tombe con un’allegria insospettabile a braccetto del direttore del cimitero, il signor Kannagiater. Generosa e simpatica ma anche donna molto curiosa, la Hack, pur non conoscendo quel luogo né quei sepolti, a parte Gramsci, mi inondava delle sue emozioni. Riuscì a fare sue, con naturalezza, tutte le informazione storiche che le dicevo. Così i segreti di quel sepolcreto accanto alla Piramide Cestia, le divennero immediatamente familiari. Ecco questo di lei mi colpì: la sua immediatezza e velocità di pensiero. Aveva capito al volo, pur non avendo mai visto la trasmissione, lo spirito della nostra passeggiata.

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Teatro Verdi, Trieste, proiezione di Extraterreni con Margherita Hack all'acattolico nella serie televisiva di Valeria Paniccia

E, alla fine, non si è tirata indietro nemmeno davanti a un gobbo dove avevamo scritto L’infinito di Leopardi. Le chiedemmo infatti di recitarlo, come finale della puntata, dopo che lei ci aveva raccontato di quel suo libro scritto a quattro mani con il Genio Recanatese per la casa editrice L’Altana.
La incontrai altre volte. Un pomeriggio in un alberghetto alla Garbatella alle quattro di pomeriggio, lei si presentò con la sua tenuta pantaloni larghi e t-shirt di cotone nera (era in inverno) e praticamente faceva merenda con noci e nocciole. L’ultima volta era luglio 2012, nel festival della mia città, PopSophia, con la mise identica e comoda, compreso il suo borsello legato alla vita. Il suo cervello smagliante ammaliò almeno 1500 persone accorse per ascoltarla, ma il suo corpo faticava a stare eretto. Ciò nonostante affrontava viaggi lunghissimi e piazze affollate. La chiamai sl telefono di casa un paio di giorni prima il suo compleanno quest’anno, nel mese di giugno. Rispose lei. Sentii una voce molto più flebile del solito. Ma lo spirito ancora intatto. Mi colpì la sua decisione di non volersi operare al cuore. Ma anche durante la passeggiata all’acattolico lo aveva ribadito: “Non ho paura di morire. Quel che ho paura è di non restare autosufficiente”. “Ah, ma morire per andarsene chissà dove?”, le chiesi citando Shakespeare. E lei: “le nostre cellule torneranno libere nell’aria”, rispose lei a proposito dei benefici della cremazione di oggidì che lo permette questa pratica.

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Teatro Verdi, Trieste, proiezione di Extraterreni con Margherita Hack all'acattolico nella serie televisiva di Valeria Paniccia



Rubo una battuta a Marinella Chirico, esemplare professionista della Rai Trieste che presenta la serata al teatro Verdi: “Margherita Hack è volata in paradiso, ma Dio si è nascosto per non darle dispiacere”. I resti della Hack sono al cimitero di Sant’Anna. “Fate quel che volete”, lasciò detto. E così sotto un bastone (così si chiama a Trieste chi non sceglie la croce) giace sotto due cipressetti che a sfiorarli lascia la mano profumata di limone e due piantine di veronica con i fiorellini viola.
Sabato 28 settembre alla libreria Ubik di piazza della Borsa, firmerò le copie di
Passeggiate nei prati dell’eternità il cui secondo capitolo è dedicato a quella passeggiata con Margherita Hack in visita a Shelley, Keats, Gramsci. Il giorno dopo, domenica 29 settembre, al Teatro Miela, in piazza Duca degli Abruzzi, verrà proiettata alle ore 18 la puntata con la Hack e Franco Cordelli, registrata nel 2004, e a seguire la presentazione del libro pubblicato da Mursia nel giugno scorso. Fu proprio a Trieste che qualcuno mi suggerì l’editore Mursia per le mie passeggiate nei cimiteri. Questo qualcuno ha un nome: si chiama Gianni Peteani, figlio della prima staffetta partigiana, Ondina Peteani, incontrato alla Stazione Rogers, a Riva Grumula, durante la proiezione di Extraterreni con Gae Aulenti, giusto un anno fa, proiezione voluta dall’architetto Lucia Krasovec Lucas, conosciuta al Monumentale di Milano, in occasione della giornata europea dei musei a cielo aperto, dove entrambe eravamo coinvolte dal Comune di Milano. Tornare dunque a Trieste con il libro in mano, grazie a queste magiche coincidenze, mi rende felice.

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