Hail Mary


Spesso la domenica mattina per me è sacra: inforco la bicicletta per solcare l’Appia Antica. Una passeggiata unica al mondo per bellezza, ma faticosa, come si può intuire, perché le lastre di basalto che tappezzano la Regina Viarum, ostacolano l’andamento del cammino su due ruote. Per questo mi fermo a bere presso la fontana di acqua fresca, alle Catacombe di Priscilla, dove posso arrivare con la mountain bike. E’ lì dentro che per la prima volta potei ammirare un’Annunciazione del II secolo dopo Cristo: tre cerchi con al centro due figure, Gabriele e Maria, l’Arcangelo e la Madre di Dio. Mi colpì la raffigurazione simbolica di uno dei racconti evangelici (Luca I, 28) più precocemente rappresentati, fin dai tempi dei primi cristiani.
Come potevo dunque trascendere il divino, una realtà infinita, attraverso una visione finita? La maternità di Maria è frutto e premio della sua fede in Dio. Come potevo quindi rappresentare il miracolo di quella maternità?

Hail Mary, 120x120, legno e vernice industriale R40 copia
Valeria Paniccia, Hail Mary, 120x120, legno e vernice industriale, 2012.


Attraverso la sua tondità, forse. Maria è incinta e quanto si compie dentro di lei è opera dello Spirito Santo. Mi bastano appena due colori e due forme. Memore delle parole di un Papa: “Dio è più madre che padre”, come disse un giorno Giovanni Paolo I.
E’ stato Roberto Torregiani, civitanovese, artista che vive da oltre trent’anni a Stoccolma, a coinvolgermi nella collettiva dal titolo
Omaggio a Maria, Mater Nostra.
Ho accettato la sfida e ho realizzato
Hail Mary e My Mother Mary in mostra nella Sala Foresi di palazzo ducale Cesarini-Sforza, a Civitanova Marche.
Nel frattempo ho incontrato un libro appena uscito,
I love Mary di Sergio Ramazzotti, fotoreporter che ha raccolto in vent’anni di lavoro, il suo incontro con la Madonna in più parti del mondo. Ho scoperto, leggendo la bella prefazione di Monsignor Vincenzo Paglia, che la M di Madonna è il logo più globale. E, non so perché, mi sento rassicurata, anche se io non la prego mai.


My Mother Mary  R40piuR50
Valeria Paniccia, My Mother Mary, 75,5x50, digitale, 2012.






243516_10200101288112064_448016454_o

736921_10200145615340217_2001359294_o

664528_10200101291752155_461296328_o

470412_10200101287192041_1126742372_o

Hail Mary, Valeria Paniccia,120x120, legno, vernice industriale, 2012

475767_10200101289352095_525659401_o
Roberto Torregiani, artista civitanovese, che vive da oltre trent’anni a Stoccolma,
mi ha invitato a partecipare a Omaggio a Maria, Mater Nostra