Buon Compleanno RAI!

60-anni-Rai

Extraterreni augura buon compleanno alla Rai, ringraziando per l'opportunità di aver prodotto la serie tv Extraterreni, sedici puntate scritte, condotte e qualche volta dirette da Valeria Paniccia, nei musei all'aria aperta che sono i cimiteri monumentali nel mondo, in compagnia di guide eccellenti che hanno sposato l'idea di perdere un po' del loro tempo senza alcuna esitazione alla ricerca dell'ineludibile. L'autrice ringrazia la Rai anche per le altre opportunità: aver affiancato Bruno Voglino nella ricerca di talenti comici, aver affiancato Arnaldo Bagnasco nei suoi talk culturali, aver fatto parte della squadra di Giovanni Minoli (e ancora altro). Tutte esperienze passate, lontane, ma imprenscindibili nella formazione di una persona.
Il 3 gennaio 1954, giornata d'esordio della RAI radiotelevisione italiana, FRANCO ENRIQUEZ (che scelse di riposare nel piccolo cimiterino di Sirolo, sul promontorio del Monte Conero, afffacciato sul mare) firma la regia della prima opera teatrale trasmessa sul piccolo schermo: L'osteria della posta di Carlo Goldoni. La programmazione ufficiale inziava dunque con il teatro.
Onorata di aver vinto, unico premio in vita mia, nel 2009, il premio intitolato a Franco Enriquez con la seguente motivazione:

VALERIA PANICCIA
sezione giornalistico televisiva
PREMIO MIGLIOR DOCUMENTARIO

Valeria Paniccia, giornalista caparbia e acuta nelle sue collaborazioni per il “Corriere della Sera”, la ricordiamo autrice della bella, utile, modernamente enciclopedica, inchiesta sull’essere artista, dal titolo “Il miele e la feccia, il mestiere dell’attore” un viaggio attraverso i palcoscenici, i set, gli studi televisivi e di doppiaggio, le scuole di recitazione, le testimonianze dei grandi del passato e i primi passi degli allievi, trasmessa su RaiUno e RaiTre, prodotta da Rai Educational. 
E poi autrice e conduttrice di un altro curioso e coraggioso viaggio in onda su RaiSat Extra, dal titolo “Extraterreni”, dove insieme a guide eccellenti Valeria Paniccia passeggia nei cimiteri monumentali, italiani e stranieri, alla ricerca dei grandi sepolti. Facendoci scoprire che perdersi tra quei luoghi tabù non solo alle telecamere, è un’esperienza di vita, memoria, emozioni a portata di mano.
La Paniccia si avventura oggi  nel tentativo quasi impossibile di dipanare i misteri de “IL CASO PASTERNAK” dove dimostra tutta la sua capacità di reperire materiali assolutamente inediti, riuscendo a restituirci, con rara efficacia, l’anima italiana e l’anima russa di un caso che sconvolse il mondo, ovvero le vicende di due persone che non si incontrarono mai, Boris Pasternàk, autore del romanzo Il Dottor Zivago, proibito ed esorcizzato dal potere sovietico e un editore, Giangiacomo Feltrinelli, finanziatore del partito Comunista, che a 31 anni riuscì a pubblicare il primo grande Best-seller dell’editoria contemporanea. L’autrice e regista del documentario ci rivela per la prima volta l’intero romanzo nel romanzo, dove furono coinvolti molti italiani, ma anche agenti del KGB e della CIA, un susseguirsi di chi spia chi, processi e arresti. Non solo un grosso smacco, bensì il primo mattone strappato a una diga.

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