EROTICO ABBANDONO

installazioni di
Valeria Paniccia





Varcare una soglia, compiere un gesto ordinario e scoprire lì, dentro un luogo tabù per molti, il cimitero, un mondo straordinario. Dove dipanare prima di tutto storie di vite vissute, celebri e non, e poi ammirare quelle ragazze ignude e bellissime, perfettamente a loro agio nei letti di morte.
Erotico Abbandono foto catalogo


L’ avventura di pensiero e di immagine, dopo
Extraterreni, passeggiate televisive nei prati dell’eternità, con guide eccellenti alla ricerca di grandi sepolti, è proseguita con la lettura scenica, nei teatri italiani, di pagine scritte per necessità.
Molto, infatti, era sfuggito alla telecamera. Ma il viaggio tra i prati dell’eternità non poteva ancora arrestarsi lì. Dinnanzi alle creature dolenti, talvolta ripiegate sul sepolcro e nascoste da un pitosforo, talaltra invece inneggianti a un orgasmo in atto, ho avvertito che non potevo abbandonarle, ancora una volta ignorate da molti. Bisognava farle rivivere, così come le avevo colte, quasi per caso durante le mie visite, su lenzuola vere, finalmente, e non di pietra. Bianchi teli come cornici per le sculture dei maggiori artisti italiani chiamati a rappresentare la Morte nella Donna spogliata o abbigliata di tutto punto, gioielli compresi, come nel caso dell’ultima dimora di Ester, moglie dell’armatore e industriale Erasmo Piaggio, che allo Staglieno di Genova, seppure idealizzata nelle sembianze, ha una spallina giù e i capezzoli che sembrano esplodere.
Erotico Abbandono, installazioni di V.Paniccia
Ester, Jole, Neera, Giana, Isabella, Ubaldina, Maria, dame e fanciulle le cui nudità sono esposte, in pose di erotico abbandono, sui loro sepolcri. Un fenomeno tipicamente italiano l’eros nei cimiteri monumentali.
Quelle nudità però, nonostante qualche critica, talvolta qualche censura, rimozione o richiesta di un drappeggio in più per coprire una parte del corpo, non erano affatto fuori luogo.
Qualcuno ancora oggi, dopo averle viste per la prima volta, sulle lenzuola
di Erotico Abbandono, ha da ridire sulla sessualità aperta di certe statue nei cimiteri, dalla fine del XIX secolo.
Erotico Abbandono di Valeria Paniccia

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Eppure nessuno ha mai contestato, perché il cimitero, reso regola da Napoleone nel 1804, è il luogo illuminista per eccellenza, il più laico. La Chiesa non c’entra. E la borghesia, soprattuto quella genovese, milanese e torinese, programmava là dentro la sua immortalità, facendo erigere anche le statue erotiche più curiose e signficative della “fattura italiana”, vivificando così la storia della scultura moderna.
Non è un caso che gli scultori, quando azzeccavano un monumento funebre, potevano anche aspettarsi la monumentalizzazione di una piazza. Inoltre quei gessi o bronzi di opere d’arte erotico-funeraria partecipavano alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Brera o all’Esposizione di Torino, conquistando premi.

maria beruccini copia
Dunque era una classe sociale forte e in ascesa a commissionare i sepolcri e gli scultori si orientavano secondo le istanze artistiche del momento.
Quando giunse l’era del Simbolismo (e l’associazione tra Eros e Thanatos diventò sotterranea e le caratteristiche erotiche della Morte furono sublimate in Bellezza) anche il maschio fu spogliato al cimitero. Quasi a volerci raccontare che la Morte è bella per tutti.
Che si debba guardare alle tombe come simboli rivelatori di una visione del mondo ce lo insegna con i suoi studi Erwin Panofsky.
Valeria Paniccia, Erotico Abbandono

Tra il 1880 e il 1920 trionfa l’eros cimiteriale. Con la crisi delle certezze positiviste gli scultori abbandonarono il realismo iperdescrittivo, con la sua dimensione consolatoria e il suo carico di ricordi e segni di una vita attiva, incentrata su regole stabilite dalla società, per lasciare spazio a una visione morbida, misteriosa della morte. Il clima di inquietudine che si respirava in Europa finì per influenzare anche i monumenti funebri che celebrano, attraverso un sensualismo anche spinto, un nuovo punto di vista. Stavolta agnostico.
“La morte non è in fondo che il laboratorio della vita”, scriveva sulla rivista
Emporium, nel gennaio del 1899, Paola Lombroso, figlia di Cesare, chiamata a raccontare Leonardo Bistolfi, lo scultore di Casal Monferrato, che diventa il poeta della morte per la soavità e la dolcezza nelle sue figure di donne sensuali.

Una caratteristica fondante dell’ erotismo sepolcrale è che le femmes fatales sono consapevoli della loro bellezza. Se i drappi o le vesti trasparenti le rendono ancora più sensuali, il busto e il seno nudo sono rivolti allo spettatore. I loro occhi, invece, guardano altrove. Non per modestia, né per disdegno. Invitano alla voluttà con il corpo, mai con lo sguardo.
Tuttavia le giovani donne con la loro sessualità aperta non vogliono significare ciò che realisticamente appaiono, ma rappresentano l’idea soggettiva e interiorizzata della morte. Rinviano a una realtà “altra”. Rendono forma a un’esperienza invisibile.

Erotico Abbandono, sculture ignude a loro agio nei letti di morte, fotografate e impresse su lenzuola, nasce come un corpus di tele concepite per essere appese in una chiesa barocca a Civitanova Marche Alta. Per PopSophia, festival del Contemporaneo, ho steso le lenzuola nelle cappelle e sugli altari della ex chiesa di San Francesco.

Per il Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia, un Inziativa speciale del 150°dell’Unità d’Italia, nella Sala Nervi di Torino, ho voluto realizzare un supporto in legno bianco, alto oltre tre metri, che potesse dialogare con la cupola autoportante del grande ingegnere Pier Luigi Nervi. Un cavalletto con un lato
a e un lato b, dove poggiare un immaginifico fondoschiena realizzato da Ettore Ximenes, scultore e illustratore, e un superbo seno femminile, un’opera di Attilio Strada, cesellatore e scultore, allievo di un maestro insigne, il Butti.


Con la complicità di Tanexplora, tra gli archi trecenteschi di Palazzo Re Enzo, nel cuore di Bologna, ho steso le lenzuola erotiche su corde annodate, così come mi hanno insegnato i marinari del porto natìo.

Erotico Abbandono a Bologna, Palazzo Re Enzo


Erotico Abbandono di V.Paniccia

A Bologna, per la prima volta, ho esposto un lenzuolo inedito. Una scena potente, creata dallo scultore Felice Bialetti, al Monumentale di Milano. Un bacio sulla bocca tra due uomini, due fratelli. Un tabù oltre il tabù, ancora oggi.
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Il supporto scelto, il lenzuolo di cotone (vissuto, rubato a familiari, amici, vicini di casa) è un oggetto ad alta condensazione metaforica: è sacro e profano. E’ sudario ma è anche il nostro tramite quotidiano per la veglia, il sonno, il sogno, l’amore, il sesso e la morte.
Le lenzuola erotiche, stese con le mollette sul filo dell’eternità, vorrebbero consegnare un’immagine non violenta ma inattesa e pacificata della morte.
Vien voglia di essere sepolti lì.

Erotico Abbandono (lato b), installazione di Valeria Paniccia

erotico abbandono di v.paniccia

Valeria :Erotico Abbandono
Erotico Abbandono alla Sala Nervi di Torino per l’inziativa speciale dei 150 Anni dell’Unità d’Italia, 54°Biennale d’Arte di Venezia



Erotico Abbandono, installazione di Valeria Paniccia a Palazzo Re Enzo, Bologna

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Erotico Abbandono a PopSophia e alla Biennale

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Erotico Abbandono di Valeria Paniccia


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