Valeria Paniccia

L O V E
35,5x60, ferro, legno e vernice industriale

invito ROSSO VIVO.ROSSO FIORENTINO

invito LOVE3

testo di zeichen tradottotesto di zeichen

Non Petali, ma Ruggine di Chiodi


Il fiore di rito del "m'ama, non m'ama" viene sostituito da Valeria Paniccia in LOVE (2012) da un severo schieramento di rugginosi chiodi secenteschi martellati su fondo rosso come sangue. Materiali simili a quelli che daranno forma al successivo "DIO C'E", ma qui l'effetto è diametralmente opposto. Il Divino resiste bene infatti all'aguzza provocazione teatrale del martirio, ne eclissa ogni potenzialità ironica e si realizza così una preghiera impossibile della Fede contemporanea. Qui è proprio l'esaltazione estrema dei patemi d'amore, dei cuori infranti con strasvìcinamento di ferite indelebili e sanguinanti che demistifica la retorica amorosa in una singolare sintonia con i "Frammenti" di Barthes. E non c'è dubbio che il "Love" cui fa riferimemento l'opera sia proprio quello del romanzo personale, dell'idillio sessuale, e non piuttosto il coniugato del "Peace and" dell'utopia floreale. Quest'ultima mal si coniuga infatti con l'idea della trafittura ( e della penetrazione) che si vorrebbero piantate in un tessuto profondo, fino a toccare presunte corde intime. Il tema diventa dunque quello della sostanza amorosa, che si rivela celebrazione dell'Ego, un già detto che ci attraversa portato dai capricci del desiderio e sul quale appuntiamo (è il caso di dirlo!), una verità inaccessibile, evidente  solo per noi  e visibile a chi viene illuminato dalle nostre confuse pulsioni. Una sorta di impossibile salvataggio metafisico del caotico retaggio animale. Il "romantico" alla fine cede per troppo sforzo e finzione, e come scrive Valentino Zeichen si rivela "irraggiungibile deposizione/drammatica nell'esagerazione/per una sfida tra manierismi". Sull'onda del Desiderio, idolatri di noi stessi, passiamo di amore in amore, mancando puntualmente l'Amore, lasciando le tracce della ruggine che ci consuma in giro, e traendone forza non per diminuirci in ascolto, ma per ritrovare l'imperio desiderante della macchina che desidera se stessa.
Perché il problema dell'amore è che, una volta morto, dopo tre giorni risorge.

Ignazio Licata




Galleria Per Mari e Monti


LOVE



L’artista martella
e modella la parola;
inchioda LOVE
in nome dell’amore.
Arrugginisce il sangue
che cola lungo i chiodi
antichi scacchi matti
che insanguinano la pura
scacchiera dell’amore.

Valentino Zeichen




DI SOLO PAROLE, invito

 

The artist hammers
and shapes the word;
she nails LOVE
in the name of love.
The blood rusts
as it runs along the nails
antique check mates
wich stain with blood the pure
chessboard of love.

Valentino Zeichen



Comunicato
dettaglio


dettaglio 1

dettaglio 3

Flash ART, ottobre 2012
Flash Art, ottobre 2012



dettaglio 5

dettaglio 6

dettaglio 7


dettaglio 8

dettaglio 9


VALERIA PANICCIA, LOVE, 35,5X60,ferro e vernice industriale



DI-SOLO-PAROLE-


foto Giancarlo Zucchini@copyright 2012